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Centrale di Brindisi Nord

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Si tratta di un vecchio impianto costituito da 4 unità a carbone da 320 MW, costruite tra il 1965 e il 1975. Negli ultimi anni aveva lavorato a metà potenza: dal 2009 le prime due unità sono state messe fuori produzione, e dal 2013 l’impianto è sostanzialmente fermo, sia per il cambio societario sia per la volontà di puntare su un progetto di co-combustione carbone-CSS (Combustibile solido secondario). Questo progetto, sottoposto a VIA ministeriale, non solo è fortemente osteggiato dalla cittadinanza, già gravemente colpita anche dall’altro impianto a carbone presente in città (la Federico II di proprietà Enel), ma ha ricevuto parere negativo sia dalla Regione Puglia che dalla Provincia di Brindisi.

La presenza di depositi di carbone non coperti è stato causa di gravi fenomeni di inquinamento. Un’inchiesta giudiziaria ha tentato di accertare se il carbonile della centrale avesse causato l’inquinamento del suolo e del sottosuolo. Il processo si è chiuso con un nulla di fatto, quasi come se il problema ambientale non esistesse…

 

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