WWF Italia

Centrale Fiume Santo (SS)

©Juan A. Malo de Molina 

L’impianto era originariamente costituito da due gruppi da 160 MW costruiti negli anni ’80, alimentati a olio combustibile, e due da 320 MW realizzati nella prima metà degli anni ’90 e alimentati a orimulsion (un combustibile a base di bitume derivato dal petrolio). Questi ultimi due furono convertiti a carbone nel 2003, contro l’esplicita volontà della popolazione locale.

Anche i due vecchi gruppi a olio avrebbero dovuto essere sostituiti con uno nuovo da 410 MW a carbone. Un progetto che avrebbe peggiorato non poco la già difficile situazione ambientale: l’entrata in funzione del nuovo gruppo, infatti, avrebbe comportato un raddoppio del consumo di carbone. La società E.On aveva però cambiato idea su questo progetto per le mutate condizioni del mercato elettrico italiano, scelta contrastata sia dal Governo Regionale che da quello nazionale. E.On ha poi venduto l’impianto al gruppo energetico ceco EPH, che a maggio 2016 ha formalmente comunicato al Ministero dello Sviluppo Economico la rinuncia al nuovo gruppo a carbone per evidenti ragioni di mercato e quindi economiche.

 

 

 

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