WWF Italia

Condannati i vertici Enel per Porto Tolle, ora si scongiuri la riconversione a carbone

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Oggi il tribunale di Rovigo ha condannato i vertici ENEL, tra cui gli amministratori delegati, per ‘grave inquinamento’ derivante dal funzionamento della centrale termoelettrica di Porto Tolle con pesanti condanne di 3 anni e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Il WWF Italia esprime soddisfazione per la sentenza che ha quindi riconosciuto quello che lo stesso WWF e le altre associazioni hanno denunciato da anni, ossia che la centrale di Porto Tolle ha continuato a funzionare in mancanza delle autorizzazioni ambientali, provocando gravi danni alla salute delle popolazioni residente e all’ambiente con alterazioni al delicato sistema del Delta del Po.

 

Al WWF Italia che si era costituito parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Valerio Malaspina, è stato riconosciuto il risarcimento del danno ambientale.

 

‘Soddisfazione per quella che speriamo sia l’ultima e definitiva condanna per questa centrale che è già stata riconosciuta colpevole in due processi precedenti. Auspichiamo quindi che si scongiuri anche la riconversione a carbone in sostituzione di quello a olio combustibile, cosa che aggraverebbe ulteriormente la situazione ambientale con ricadute fortemente negative sulla salute dei cittadini e danni economici a diverse attività quali turismo, agricoltura e pesca dichiara Dante Caserta Presidente WWF Italia.

 

Il WWF Italia  si batte da anni con una capillare attività di ricorsi amministrativi a seguito dei quali  la Commissione VIA del ministero per l’Ambiente ha bocciato la proposta di conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle, anche se Enel non ha ancora rinunciato al progetto.

 

L’utilizzo del carbone come fonte di energia inquinante e dannosa per il clima e la salute umana appartiene al passato ed è quindi inutile. A maggior ragione se consideriamo il contesto in cui è inserita la centrale, il delta del Po, un parco naturale con un ecosistema fragile e speciale che andrebbe assolutamente tutelato.

 

Questa sentenza arriva nel giorno in cui gli scienziati dell’ IPCC (Panel Intergovernativo  sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite)  lanciano l’allarme per i cambiamenti climatici che stanno già ora provocando gravi danni anche in Europa.


Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia – Tutti i Paesi devono agire, a cominciare dall’Unione Europea che deve provvedere a varare un pacchetto ambizioso sul clima e l’energia per il periodo post 2020, includendovi forti target per la riduzione delle emissioni di gas serra, per le energie rinnovabili e per il risparmio e l’efficienza energetica. E deve farlo prima del Summit sul cambiamento climatico che il segretario generale delle Nazioni Unite, BanKi-moon, ha organizzato per settembre, in modo da stimolare al massimo il negoziato sul clima nell’ambito della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), a dicembre”.

 

Chiediamo quindi al Governo la totale decarbonizzazione della produzione di energia. Su questa strada si è del resto incamminata anche l’Unione Europea. Diversi studi mostrano che uno futuro a emissioni zero è possibile senza ricorrere al nucleare. Si tratta quindi di attuare una politica industriale ed energetica che riduca progressivamente l’uso del carbone per la produzione di energia elettrica fino al suo completo abbandono.

 

Con l’occasione il WWF rilancia la Campagna Stop Carbone: http://stopcarbone.wwf.it/


Consulta il comunicato stampa delle associazioni ambientaliste

 

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