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COP22, le campionesse del clima e Maradona

 

Una partenza molto lenta e piatta, quella della COP22 di Marrakech, ma la spiegazione c’è e sono le elezioni negli USA. Domani si avranno più punti fermi, forse. Nonostante questo, oggi i negoziati cominciano a costellarsi di gruppi informali di peso, segno che i Governi, o almeno alcuni Governi, vogliono discutere subito, mentre altri vorrebbero rinviare tutto al primo grande momento, già fissato per il 2018, per fare il punto sull’adeguatezza dei target di riduzione delle emissioni dei singoli Stati rispetto all’obiettivo generale di rimanere entro 1,5 centigrado di aumento di temperatura globale, e comunque ben al di sotto dei 2 gradi.

Si sa già, e alla vigilia della conferenza l’ha ribadito l’Unep, che con gli attuali target di riduzione siamo “allegramente” -si fa per dire- avviati verso un aumento della temperatura tra i 2,9 e i 3,4oC, con conseguenze disastrose e probabilmente difficilmente affrontabili; per rimanere entro i limiti fissati dall’Accordo di Parigi, i Paesi dovrebbero aumentare i propri target di riduzione del 25%. Vedremo come e quando LA questione –quando discutere del divario tra obiettivo generale e azioni concrete- emergerà; ma già ieri si è capito che è sul tappeto. Sia chiaro però, a scanso di equivoci, che l’aria che si respira è collaborativa, sull’onda di Parigi, e tutti ci auguriamo rimanga così per puntare in alto, non verso il minimo comun denominatore.

Intanto qualcuno ha assunto un compito da far tremare le vene ai polsi: si tratta di due donne coraggiose e con le idee chiare, nominate “Campionesse del clima”, la ministra delegata all’Ambiente del Regno del Marocco, Hakima El Haite, e Laurence Tubiana, ambasciatrice francese, una delle artefici dell’Accordo di Parigi: loro obiettivo è quello di produrre tante azioni da parte governi, città, imprese, investitori e cittadini prima del 2020, in modo che le emissioni possano cominciare a scendere, finalmente.

A Lima e poi a Parigi sono state lanciate diverse iniziative e molti attori non statali stanno aderendo. Certo, su alcune di queste adesioni si può nutrire qualche o anche notevoli perplessità, per esempio su quelle delle compagnie petrolifere che spesso rivendono azioni che, oltre che andare a proprio esclusivo vantaggio, procurano loro anche molti crediti. Ma in ogni caso, la spinta è forte, le adesioni aumentano e stanno facendo vedere i loro frutti, per esempio sugli investimenti.

Stamane le Campionesse hanno fatto una conferenza stampa, rivendicando i propri sforzi, non disgiunti dal lavoro della COP, e promettendo annunci importanti. Vedremo, ovviamente siamo qui perchè i Governi si assumano le proprie responsabilità, ma non sono i soli a doverlo fare ed è estremamente importante che tutti, anche i singoli cittadini e le singole comunità, si sentano coinvolti e si diano da fare, per esempio nei trasporti e nell’agricoltura. Di campionesse e di campioni della vita quotidiana c’è un gran bisogno, sarà per questo che è arrivato qui niente popo’ di meno che Diego Armando Maradona! Purtroppo ha lasciato l’Italia, dove forse varrebbe la pena si nominasse qualche campione, o meglio ancora campionessa, del clima, per smuovere un po’ le cose, magari alzare il telefono e chiedere ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico che fine ha fatto il green act e al Presidente del Consiglio in persona quando verrà prodotta la strategia nazionale di decarbonizzazione.

Oggi in albergo alcune turiste canadesi mi chiedevano incuriosite della COP. Si capiva che erano molto sensibili, ma poi mi hanno sottolineato l’incoerenza dei dignitari che arrivano ai Summit a bordo di grandi auto a benzina. è questo il segno che la crisi della politica è innanzi tutto una crisi di coerenza e credibilità: speriamo che qualcuno colga il segnale, ormai molto forte.

Per seguire gli aggiornamenti dalla Conferenza UNFCCC sul clima di Marrakech segui il diario curato da Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF, su “La Stampa – Tuttogreen”.

 

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