WWF Italia

COP22, WWF: “L’azione sul clima continua, ma ora serve più ambizione”

WWF Stop Carbone 

A Marrakech si respira un’aria di moderata soddisfazione, il lavoro che doveva essere fatto per far partire nel concreto l’Accordo di Parigi è stato fatto, ma soprattutto è stato dato un forte segnale politico che, nonostante tutte le decisioni e i problemi che affliggono il mondo oggi, tutti i Paesi sono uniti nel voler andare avanti sulla strada di un cambiamento che è ‘irreversibile’ – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile clima & energia del WWF Italia che sta seguendo le fasi conclusive della COP22 sul clima, la cui assemblea conclusiva è programmata per le 20 di stasera. Questo segnale è stato dato in modo univoco con il ‘Proclama di Marrakech per il Nostro Clima e lo Sviluppo Sostenibile’.  Il segnale è venuto anche dai Paesi che hanno continuato a ratificare l’Accordo di Parigi – ad oggi 111 – un processo che forse mai era stato così veloce per un trattato internazionale e che ha permesso all’accordo di entrare in vigore in tempi record”.

La COP22 di Marrakech è stata un vero e proprio stress-test, dopo le elezioni americane e i tutti i timori su possibili tentativi di tirarsi indietro da parte del neo-presidente eletto. In realtà qui in molti ritengono che la strada sia segnata e la maggiore economia mondiale non possa ostacolare lo sviluppo economico del futuro, pena il diventare irrilevante. Ora occorre fare in modo che la tecnologia possa diffondersi: la Tesla, ad esempio,  ha messo a disposizione i propri brevetti per accelerare il passaggio alle auto elettriche integrate con le energie rinnovabili, le batterie a basso costo e l’auto elettrica. La posta in gioco è altissima : in cima alla piramide ci siamo noi, la nostra sopravvivenza, il nostro benessere, nonché il futuro delle future generazioni della specie umana e di tutte le specie viventi.

E’ notizia di oggi che nell’Artico si sono registrate temperature incredibili, 20 gradi centigradi sopra la media del periodo. Ormai  non si tratta più  di ‘bollire’ a fuoco lento ma di  reagire a un pericolo già presente e fortemente in atto”.

 

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