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Gli azionisti di A2A sono d’accordo con gli investimenti in carbone in Montenegro?

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Domani, 11 giugno, si riunisce l’Assemblea dei soci A2A, quella che un tempo era ex municipalizzata e che oggi è una Società per azioni, di cui i cittadini milanesi e bresciani possiedono la maggioranza delle azioni, ben il 54,5%.

Secondo le informazioni della Reuters, A2A e il governo del Montenegro hanno costituito una partnership che prevede la costruzione di un secondo gruppo a carbone da 253 MW nella centrale di Pljevlja, che affiancherebbe quello già esistente. A2A garantirebbe dunque un finanziamento alla costruzione attraverso Unicredit.

Durante l’assemblea molto probabilmente si deciderà per il carbone. Ma gli azionisti di A2A sono davvero soddisfatti del core business dell’azienda così fortemente incentrata sui processi di combustione del carbone e dei rifiuti?

Il comitato locale dei cittadini di Pljevlja (Montenegro), che da anni si oppongono alla centrale e agli scavi nella vicina miniera di lignite, tramite le reti internazionali ha informato il Fatto Quotidiano, per sollecitare l’opinione pubblica italiana ad agire, considerata l’alta pericolosità dell’impianto per la salute dei cittadini e per l’ambiente circostante, e anche considerati gli impegni italiani e di A2A per il taglio delle emissioni di gas serra: il carbone è il peggior combustibile fossile, in tal senso, e desta davvero indignazione che una utility che attualmente vede una partecipazione maggioritaria dei Comuni, promuova l’esportazione delle emissioni in altri paesi (e l’importazione dell’energia in Italia).

 

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