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I cittadini europei pagano decine di miliardi di euro in costi sanitari a causa degli impianti a carbone

 

Il report “Last Gasp: le compagnie carbonifere fanno ammalare l’Europa” stima i costi sanitari del carbone

Le società europee del carbone, tra cui RWE, EPH e PGE, continuano ad aumentare i costi dell’energia sporca sulla società, con l’inquinamento atmosferico causato dalle loro centrali a carbone, che gravano su tutta Europa provocando problemi di salute e costi per miliardi di euro.

“Last Gasp: le compagnie carbonifere fanno ammalare l’Europa” è il titolo del rapporto realizzato da Europe Beyond Coal, che raccoglie i costi nascosti prodotti dalla combustione delle centrali a carbone, con l’utilizzo di elementi all’avanguardia e modelli di dati meteorologici per rendere chiara la responsabilità di ciascun impianto. [1] Dal report si evince che solo due imprese in Europa sono state responsabili per i 2/3 degli impatti sulla salute della produzione di energia elettrica da carbone nel 2016, con un totale di 91 centrali a carbone che hanno causato 7.600 morti premature, 3.320 nuovi casi di bronchite cronica, 137.000 giorni in cui i bambini hanno sofferto di sintomi asmatici e fino a 22 miliardi di euro di costi. [2]

“Le due società peggiori sono la tedesca RWE e l’EPH. Bruciano più carbone di chiunque altro e lo fanno in regioni densamente popolate e utilizzano anche la lignite: il combustibile fossile più sporco. Questi risultati sottolineano l’urgenza con cui governi – in particolare la Germania – devono trattare questo problema e arrivare al phase out del carbone il più rapidamente possibile. Stiamo vivendo un periodo in cui l’inquinamento atmosferico sta causando gravi danni e la salute umana deve essere una priorità”, ha affermato Dave Jones, autore del rapporto e analista europeo di Energia e Carbone con Sandbag.

“Le utilities del carbone come la RWE tedesca conoscono molto bene i problemi di salute di cui sono responsabili. Ma come mostra questo report, l’impatto del loro inquinamento è molto più grave di quanto generalmente si pensi. In Europa la densità di popolazione è molto alta e la presenza di una centrale a carbone in qualsiasi Stato rappresenta una minaccia per la salute delle persone in tutta Europa – ha dichiarato Kathrin Gutmann, responsabile della campagna Europe Beyond Coal -. Eliminare le centrali a carbone entro il 2030 migliorerà le condizioni sanitarie di moltissime persone”.

Il report ha stimato 5.820 ricoveri ospedalieri e oltre 2 milioni di giornate lavorative perse a causa dell’inquinamento da carbone, e dunque dimostra come le compagnie che producono energia elettrica utilizzando il carbone sono anche responsabili di significativi costi sanitari che colpiscono la società. Questi costi sono simili – in grandezza – alle entrate che ottengono per la vendita dell’elettricità da carbone – o vanno anche ben oltre. Per fare un esempio, in Germania circa 48 euro di costi sanitari per MWh generati dal carbone sono attribuibili a RWE [3], rispetto a un prezzo all’ingrosso dell’elettricità di circa € 50 / MWh.

“L’inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico hanno un elemento in comune: il carbone. Come questi peggiorano, così aumentano i costi per i cittadini. Così come l’IPCC avverte che   abbiamo solo 12 anni per uscire dal carbone, allo stesso modo questo rapporto di Europe Beyond Coal conferma che le imprese hanno piena responsabilità per l’inquinamento atmosferico, così come chi ha potere decisionale ha il dovere di ritenerle responsabili. Entrambi possono iniziare a proteggere la salute umana e il clima da subito, smettendo di investire sul carbone e impegnandosi per l’uscita da questo combustibile fossile entro il 2030 e per una giusta ed efficiente transizione energetica”, ha concluso Nina Stros, capo della Campagna Carbone dell’UE per Greenpeace Europa centrale e orientale.

Note:

  1. La metodologia di impatto sulla salute utilizzata nella relazione si basa sulle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su “Rischio per la salute dell’inquinamento atmosferico in Europa” (Health risks of air pollution in Europe HRAPIE) del progetto europeo sulle valutazioni dell’impatto sulla salute per l’inquinamento atmosferico. Integra la modellistica atmosferica con il modello europeo di monitoraggio e valutazione del modello di calcolo meteorologico del Centro – Ovest (EMEP MSC-W), utilizzato anche dall’Agenzia europea dell’ambiente per le valutazioni della Commissione europea sull’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico in Europa.
  2. Mentre quattro delle dieci società più inquinanti hanno le loro principali centrali a carbone in Germania (RWE, EPH, Uniper e Steag), RWE rimane il più dannoso per la salute umana con un ampio margine. Tre società sono polacche (PGE, ENEA e ZE PAK), e ce ne sono una ciascuna da Spagna (Endesa), Repubblica Ceca (ČEZ) e Bulgaria (Bulgarian Energy Holding). Le compagnie tedesche che usano carbone sono in cima alla lista perché la sola Germania è responsabile del 36% di tutta la produzione di elettricità a base di carbone nell’UE.
  3. Si stima che RWE abbia causato da sola fino a 5,4 miliardi di euro di costi sanitari nel 2016, e che ci siano otto compagnie che utilizzano carbone: EPH, PGE, ČEZ, Uniper, Endesa, ENEA, Steag e ZE PAK, con costi sanitari superiori a un miliardo di euro ciascuna. Questi costi non sono coperti direttamente dalle società, ma sotto forma di maggiori costi sanitari nazionali, costi personali per il trattamento individuale e perdite economiche causate da una ridotta produttività.

Leggi il Report “Last Gasp: le compagnie carbonifere fanno ammalare l’Europa”:

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