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Il Consiglio di Stato sblocca la procedura per la riconversione di Porto Tolle

Luca Rigato / Panoramio 
Luca Rigato / Panoramio

La centrale di Porto Tolle

Il Consiglio di Stato consente di sbloccare le procedure di autorizzazione per la riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle.

Secondo il tribunale amministrativo infatti è applicabile la nuova legge varata dalla Regione Veneto nel 2011 che istituisce il Parco regionale del Delta del Po consentendo la messa in funzione di centrali “sempre che la riconversione assicuri l’abbattimento delle loro emissioni di almeno il 50% rispetto ai limiti previsti per i grandi impianti di combustione”.

A questo punto il ministero dell’Ambiente potrà riprendere la valutazione sull’impatto ambientale dell’opera.

Si legge nella sentenza che “l’amministrazione statale competente, nel porre in essere gli atti del nuovo procedimento amministrativo volto alla verifica della compatibilità ambientale della centrale termoelettrica, dovrà, pertanto, applicare la nuova normativa statale e regionale, salvo il potere, ove ne ricorrano i presupposti, di fare propri gli accertamenti già svolti e non intaccati dalle diverse regole giuridiche introdotte”.

La riconversione da olio combustibile a carbone della centrale di Porto Tolle, che prevede un investimento di circa 2,5 miliardi, è stata bocciata nel maggio 2011 dal Consiglio di Stato, che ha annullato un decreto del ministero dell’Ambiente del 2009 che invece avallava il progetto. Ora si riparte.

fonte: REUTERS

 

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