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Il G7 deve supportare il clima ed essere leader mondiale nello sviluppo sostenibile

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I leader delle economie più avanzate del mondo – che il 7 e 8 giugno parteciperanno al G7 in Germania – devono agire immediatamente per prevenire i peggiori impatti derivanti dai cambiamenti climatici, puntando su economie verdi e su un serio programma di sviluppo sostenibile dichiara il WWF.

La riunione delle nazioni del G7 avrà inizio il 7 giugno a Schloss Elmau (Germania) e comprenderà temi fondamentali come: clima, sviluppo sostenibile e protezione dei mari e degli oceani.

 

In vista della vertice ONU di Parigi, COP21, e di un nuovo accordo globale sul clima, sono necessarie azioni immediate da parte dei paesi del G7 per realizzare riduzioni sostanziali delle emissioni oggi, dato che il nuovo accordo dovrebbe entrare in vigore tra cinque anni. Oltre al lancio di un’iniziativa sulle energie rinnovabili in Africa, i Governi del G7 dovrebbero produrre un piano concreto con un impegno di 100 miliardi di dollari l’anno in finanziamenti per il clima entro il 2020, dando particolare attenzione alla tutela delle popolazioni più vulnerabili.

 

L’incontro del G7 arriva in un momento cruciale. I leader del G7 devono agire con decisione sul cambiamento climatico e sull’intera gamma di misure per lo sviluppo sostenibile“, ha dichiarato Marco Lambertini, Direttore Generale del WWF Internazionale. “I Paesi del G7 sono i più grandi   emettitori storici di gas serra e il WWF chiede che sostengano la rapida transizione verso le energie rinnovabili in tutti i Paesi, garantendo al contempo un obiettivo di lungo termine che porti all’eliminazione dei combustibili fossili entro il 2050“.

 

Accanto all’azione per il clima, i leader del G7 devono garantire che la crescita globale non vada a scapito dell’ambiente. Occorre che i leader del G7 inviino un segnale chiaro di voler abbandonare l’approccio dello sviluppo-as-usual e si impegnino ad aiutare lo sviluppo sostenibile in tutti i Paesi, a  cominciare dai propri.

 

L’economia e l’ambiente sono partner naturali per la prosperità. I leader del G7 devono riconoscere che la salute del pianeta è un presupposto fondamentale per lo sviluppo economico e che tutte le nazioni hanno bisogno di contribuire a questa causa globale“, aggiunge Lambertini.

Il G7 arriva prima della riunione ONU sul Finanziamento allo Sviluppo a luglio e quella sull’Agenda dello sviluppo sostenibile post-2015 a settembre. Oltre a fornire lo 0,7 per cento del PIL nazionale per sostenere lo sviluppo, le nazioni più ricche dovrebbero avere più coraggio attivando fonti di finanziamento innovative, tra per esempio provvedendo alla capacità tecnologica.

 

“I Paesi del G7 devono anche porre fine ai propri sussidi diretti e indiretti, nonché agli investimenti nei combustibili fossili, a cominciare da quelli al carbone – aggiunge Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. Un recente rapporto del WWF – UNDER THE RUG. How Governments and International Institutions are hiding billions in support to the coal – ha evidenziato che i Governi dei Paesi sviluppati hanno investito più di 73 miliardi di dollari di denaro pubblico in progetti legati al carbone, il più inquinante dei combustibili fossili. Sotto il tappeto: così i Governi e le Istituzioni internazionali nascondono miliardi a sostegno dell’industria più sporca.


L’Italia ha l’occasione giocare un ruolo di primo piano e di visione, assumendo una posizione chiara ed esercitando pressioni sugli altri paesi affinché abbandonino gli investimenti al carbone e puntino finalmente in modo convinto su fonti rinnovabili ed efficienza energetica”, conclude Midulla.

 

Anche la decisione del Cancelliere tedesco Angela Merkel, presidente di turno del G7, di dare la priorità alla protezione dell’ambiente marino è un forte riconoscimento del legame tra lo sviluppo e un ambiente sano. Il WWF chiede che nel corso della riunione del G7, i leader adottino misure a sostegno della salute dell’oceano. In particolare, i leader del G7 devono concordare di avviare una vera lotta all’inquinamento marino e garantire la protezione dei sensibili ecosistemi delle acque marine profonde.

 

 

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