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Il sindaco di Brindisi incontrerà Enel: un nuovo futuro per la centrale di Cerano

 

E’ di particolare interesse l’articolo uscito lo scorso 2 settembre su Brindisi Report, il cui contenuto riportiamo di seguito.

BRINDISI – Carte scoperte sul futuro prossimo della centrale Enel di Cerano, spina nel fianco del Comune di Brindisi da anni. “Il mondo cambia, dopo il grido di dolore del no al carbone, è tempo di voltare pagina”: il sindaco Riccardo Rossi ha chiesto alla società elettrica impegni certi sulla dismissione del carbone usato come combustibile, in vista del 2025 e investimenti per garantire i livelli occupazionali. Senza rinvii: il 26 settembre incontrerà i manager di Enel per avere risposte, impegni e certezze.

Il messaggio

La data del vis à vis tra il primo cittadino e i vertici della società proprietaria del sito è stata comunicata dallo stesso Rossi ieri sera, nel corso del messaggio rivolto alla città in occasione della festa patronale. Occasione per fare il punto della situazione sul lavoro svolto dal giorno dell’insediamento e anticipare le azioni per l’avvenire. Il sito Federico II è un capitolo che va necessariamente riscritto. Si inizierà a farlo con il direttore della Country Italia Enel, Carlo Tamburi.

“Il mondo cambia”, ha detto il sindaco al suo primo appuntamento con il mare di gente sul lungomare. “Dieci anni fa proprio qui in occasione della festa patronale, sulla sommità delle scalinate, fu srotolato uno striscione che diceva No Al Carbone”. Rossi lo ricorda bene, assieme a tutti gli attivisti di Brindisi Bene Comune. “Era il grido di dolore di una comunità ferita che chiedeva rispetto, sono passati dieci anni e oggi i tempi sono maturi. L’ avvento delle rinnovabili, le mutate condizioni del mercato termoelettrico hanno ridotto di oltre il sessanta per cento le attività della centrale. L’arrivo della strategia energetica Nazionale che impone al 2025 la chiusura del carbone in Italia, impone un cambio di passo”, ha detto parlando ai brindisini.

L’incontro

“Tra pochi giorni, il 26 settembre, incontrerò a Brindisi il responsabile delle attività Enel in Italia, Tamburi, per avviare il percorso che, da un lato deve garantire il recupero di ambiente e salute e dall’altro, la tenuta dei livelli di occupazione con nuove attività ed investimenti”. Il doppio binario è indispensabile, stando alla programmazione dell’Ente che punta a raggiungere la sfida costituita dal modello di sviluppo, sin qui seguito.

“La città ha pagato un prezzo elevatissimo in termini di ambiente e salute come le indagini epidemiologiche hanno documentato”, ha ricordato Rossi. Indagini che sono arrivate in  Procura, nel processo pendente in Appello sulle polveri di carbone, al quale però l’Amministrazione non partecipa non avendo proposto per tempo il ricorso contro l’esclusione dal risarcimento dei danni, decisa con sentenza dal Tribunale di Brindisi. C’è, come parte civile, la Provincia con richiesta di 500 milioni di euro. Il rappresentante della pubblica accusa, prima della pausa estiva, ha già chiesto la conferma della condanna per imbrattamento a nove mesi per i dirigenti del sito di Brindisi,  Calogero Sanfilippo e Antonino Ascione, sottolineandone la consapevolezza.

Il processo proseguirà per la sua strada, intanto il Comune chiede e pretende “un nuovo rapporto con le grandi aziende del territorio”. “Nelle prossime settimane istituiremo un tavolo di confronto con le grandi multinazionali presenti qui a Brindisi, vogliamo parlarci, vogliamo comprendere quali sono i loro programmi qui a Brindisi”, ha detto Rossi.

Il nuovo sviluppo

“Non voglio essere frainteso, non è una dichiarazione di guerra ma l’avvio di un confronto paritetico”, ha voluto precisare. “Siamo stanchi di subire, vogliamo decidere insieme. Vogliamo conoscere i piani di sviluppo, definire gli investimenti per la sostenibilità ambientale, definire nuove attività che possano creare occupazione. Costruire protocolli con i quali, nella chiarezza e trasparenza, possano e debbano essere coinvolte le aziende locali e i tanti disoccupati del nostro territorio”, ha proseguito.

“La ricerca, l’innovazione tecnologica, i nuovi prodotti, i processi dell’economia della conoscenza che dematerializza e digitalizza i processi produttivi, aprono sfide importanti alle industrie del territorio. Chiediamo loro la capacità di innovare, di essere al passo con i tempi. Che in parole più semplici significa investire in tecnologie, nei giovani e nelle loro competenze. È una grande sfida alla quale nessuno può sottrarsi: Enel, governo nazionale e regionale, amministrazione comunale, confindustria e sindacati.

La centrale gemella

Con Enel, quindi, il primo tavolo di confronto tra 22 giorni. Mentre è certo che la centrale “gemella” di Cerano diventerà un polo turistico. La società ha già annunciato la trasformazione del sito di Porto Tolle, identica a quella di Brindisi quanto a potenza installata, in una struttura turistica innovativa.

“L’operazione Porto Tolle fa parte del programma Futur-e, lanciato da Enel per riqualificare i siti di 23 centrali che hanno concluso il loro ruolo nel sistema energetico o stanno per farlo”, si legge sul sito internet della società. Ma di Brindisi qui non c’è traccia. “Attraverso soluzioni sostenibili e innovative, le dismissioni degli impianti diventano nuove opportunità per i territori che le ospitano”. Rossi chiede lo stesso futuro per Cerano.

Articolo tratto da: http://www.brindisireport.it/economia/enel-Brindisi-cerano-il-mondo-cambia-no-al-carbone-entro-il-2025-enel-si-impegni-per-il-futuro.html

 

 

 

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