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Gli impatti del carbone sul clima

WWF Stop Carbone 

Il carbone è il peggior nemico del clima, in grado da solo di vanificare gli sforzi di mitigazione dei cambiamenti climatici, causati proprio dalle alte concentrazioni di CO2 in atmosfera. Perché il peggiore? Perché rispetto agli altri combustibili fossili (petrolio, gas naturale), il carbone è quello con più alto contenuto di carbonio e pertanto è quello che, quando bruciato, libera più CO2.

Una centrale a carbone -seppur di ultima generazione (USC) e provvista delle migliori tecnologie di abbattimento delle emissioni inquinanti- ha comunque emissioni di CO2 più che doppie rispetto a una centrale a ciclo combinato a gas: 770 grammi di COkWh del carbone contro 370 grammi di COkWh del gas naturale. Anche volendo considerare l’intero ciclo di vita, ossia conteggiando le fasi di pre-combustione considerate più svantaggiose per il gas, il carbone emette comunque circa 845 grammi di COper kWh, contro i 450 di una centrale a gas naturale.

Un esempio di centrale a carbone di “ultima generazione” è quella di Civitavecchia che, nelle sole fasi di combustione, emette comunque circa 810 grammi di CO2 per kWh, pari a ben 10,9 milioni di tonnellate l’anno.

Il carbone oggi contribuisce a coprire circa il 28% dell’energia primaria ma è responsabile di circa il 45% di tutte le emissioni di CO2  derivate dai  processi di combustione. Emissioni che stanno concentrandosi in atmosfera poiché oceani, suoli, vegetazione non riescono più interamente ad assorbirle, con la conseguenza che nel 2016 le concentrazioni di CO2 hanno superato le 403 ppm contro le circa 277 ppm del periodo preindustriale. Un valore simile a quello di alcuni milioni di anni fa quando le temperature erano più alte di 2-3°C e il livello dei mari era salito di 10-20 metri rispetto ai valori attuali…

Occorre però avere chiaro come oggi neanche il gas possa rappresentare una soluzione pienamente efficace per conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione necessari a raggiungere i target climatici atti a contenere l’innalzamento delle temperature planetarie entro 1,5°C rispetto al periodo preindustriale (coerentemente con l’Accordo di Parigi del 2015). Alcuni importanti studi scientifici dimostrano come la reale mitigazione climatica sia conseguibile solo puntando da subito su fonti rinnovabili, efficienza energetica, moderni sistemi di accumulo e reti intelligenti: disperdere risorse in nuove infrastrutture per il gas non consentirebbe di conseguire i necessari obiettivi di totale decarbonizzazione del sistema elettrico entro il 2050 dal momento che il gas comporta comunque emissioni di gas serra.

 

 

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