WWF Italia

La bufala del carbone in crescita

 

Se parlate di carbone con qualche suo sostenitore, molto probabilmente esso vi dirà che questa fonte di energia è in crescita non solo a livello mondiale, ma anche nell’Unione Europea che tanto si da da fare per la limitare le emissioni di gas serra. Ebbene, non è così, e ora grazie a Justin Guay (dell’organizzazione americana Sierra Club) possiamo spiegarvi perchè.

Così come negli Stati Uniti, in Europa non si stanno costruendo nuove centrali a carbone. Dei 112 impianti previsti nel 2008, oggi solo 3 sono in costruzione mentre ben 73 sono stati ritirati. Degli altri, 22 sono in fase di “pianificazione” (ovvero, senza un finanziatore) e 14 solo annunciati. Come se non bastasse, dal 2010 la quantità netta di energia prodotta dal carbone è diminuita di 10 GigaWatt, mentre ad aumentare sono stati gas, eolico e fotovoltaico (vedi grafico in basso). La spiegazione è che i nuovi impianti in costruzione o costruiti non sono andati ad aggiungersi agli altri, ma hanno sostituito solo alcune delle più vecchie centrali a carbone.

 

Il solito sostenitore vi potrebbe ricordare che addirittura in Germania è stata aperta nel 2008 una centrale a carbone nuova di zecca da ben 2200 MegaWatt! Vero, ma questa centrale ha sostituito una vecchia centrale da 2400 MW, con una perdita netta di 200 MW di energia prodotta dal carbone.

Altri interessanti numeri li trovate dall’articolo di Justin Guay (in inglese).

Riccardo Nigro – 31.1.2013

 

Post Simili

Il ritorno al passato dell’Italia: le fonti rinnovabili sussidiano quelle fossili

Un oltraggio al buonsenso e al futuro del Paese: questo il giudizio del WWF Italia sul comma 99 del maxi-emendamento al DDL Stabilità, approvato al […]

Brindisi: Nuovo studio CNR dimostra forte correlazione tra decessi e particolato secondario prodotto dalla Centrale Federico II

Secondo uno studio scientifico recentemente pubblicato sulla rivista International Journal of Environmental Research and Public Health, la centrale a Carbone di Cerano (Brindisi) provocherebbe, considerando […]

Lascia un Commento