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La Spezia: prima di tutto chiudere col carbone

Foto di Attilio Giacché 
Foto di Attilio Giacché

Centrale Eugenio Montale di La Spezia

Nella mattinata del 15 aprile a La Spezia si è svolto un incontro tra Enel e l’amministrazione comunale. Si è discusso di quanto prevede il progetto Futur-e di Enel, cioè la dismissione dei gruppi a gas della centrale Eugenio Montale e non del gruppo a carbone, inquinante per persone, ambiente e clima.

 

Dalle notizie di stampa dopo l’incontro, pare che Enel sia disposta a non dismettere gli impianti a metano attualmente non in funzione, ma continuerà a mantenere attivo l’impianto più inquinante, quello a carbone, che ha un’efficienza alquanto ridotta e che risale agli anni ‘60.

 

Dalle informazioni pubblicate nei registri EPRTR con dati Enel, negli ultimi anni si è registrato un massiccio aumento dell’inquinamento prodotto dalla centrale di La Spezia. Ad esempio si rileva che nel 2002 le emissioni di CO2 della centrale ammontavano a 582 g/kWh e che nel 2013 sono salite a 993, quasi il doppio, questo perché, per ragioni di convenienza economica, si è spinto sull’uso del carbone a danno del gas naturale.

 

In considerazione dell’incremento dell’inquinamento, il WWF Italia chiede maggiore chiarezza riguardo la futura dismissione del gruppo a carbone di La Spezia, da effettuare prioritariamente e in anticipo rispetto alla data di scadenza dell’autorizzazione ministeriale, il 2021. E’ necessario riconvertire la centrale con un progetto che prediliga l’utilizzo delle energie rinnovabili, al fine di salvaguardare l’ambiente, la salute dei cittadini e promuovere nuove opportunità di lavoro green.

 

 

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