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Norvegia, non investire in fossili: il più grande fondo statale può chiudere con il carbone

WWF Brindisi 
WWF Brindisi

Centrale Enel a carbone

Diciamo al Parlamento norvegese di non investire più in combustibili fossili: clicca qui per supportare la petizione Go Fossil Free http://gofossilfree.org/norway-italiano/ 

 

In questi giorni, il Parlamento norvegese sta prendendo in esame le linee guida del più grande fondo nazionale di investimenti al mondo, ottavo per investimenti in combustibili fossili. E’ un’occasione unica per fermare all’origine i disastri ambientali prodotte dai combustibili fossili, a cominciare dal peggiore di tutti, il carbone.

Per anni, la Norvegia ha lavorato con proposte innovative per un accordo globale sul clima e produce una percentuale altissima della propria energia con fonti rinnovabili. Il suo fondo sovrano, tuttavia, continua ad finanziare lo sfruttamento di carbone, petrolio e gas.

Ai politici norvegesi vogliamo dire che:

Continuare a investire in fonti fossili, oltre a rappresentare la principale minaccia per il clima del pianeta,   favorisce una delle maggiori fonti d’inquinamento, con impatti assai gravi sulla salute di persone, organismi viventi ed ecosistemi.

Allontanare i propri investimenti dalle fonti fossili è una forma di virtuosismo economico che, se applicata da molti, ha il potere di cambiare le azioni dei giganti energetici, pilotando il denaro in altre direzioni, non nocive per il clima e la salute dei cittadini.

Agisci ora, firma anche tu la petizione internazionale della coalizione Go Fossil free: http://gofossilfree.org/norway-italiano/

Il disinvestimento dal carbone sarebbe un piccolo passo per la Norvegia (2 norvegesi su 3 sono a favore), ma un grande messaggio alla comunità internazionale. Unitevi a noi nel fare si che questo sia possibile.

 

Voi saperne di più?

Il fondo norvegese investe pesantemente in combustibili fossili, oltre 9 miliardi di dollari in aziende che estraggono e bruciano il carbone, la fonte energetica più sporca e più inquinante al mondo, responsabile di 800.000 morti premature a livello globale. Gli investimenti sul carbone ammontano a 8.8 miliardi di euro, una cifra considerevole che lo colloca tra i primi dieci investitori che investe in fossili.

Tra tutte le fonti fossili, il carbone rappresenta la principale fonte di emissioni di gas serra: nel 2012, quasi il 44% della CO2, corrispondente a oltre 13,9 miliardi di tonnellate, è stata originata proprio dalla combustione del carbone. Del resto, le emissioni di CO2 provenienti dalla combustione del carbone arrivano a essere del 30% superiori a quelle del petrolio e del 70% superiori a quelle del gas naturale.

Dalla combustione delle fonti fossili si libera circa il 90% dell’anidride carbonica che si sta concentrando nell’atmosfera terrestre, provocando l’accumulo di energia e calore, l’aumento dell’effetto serra naturale, e il conseguente cambiamento climatico, come evidenzia un’imponente mole di studi e ricerche e dal pressoché unanime consenso dei climatologi.

Una scelta che non solo danneggia l’ambiente e la salute delle persone ma non migliora neanche il livello di sicurezza energetica, visto che i produttori sono tutti esteri (il carbone italiano è di scarsa qualità per essere bruciato, ma altamente inquinante).

Il WWF Italia invita, dunque, il Parlamento norvegese a cambiare le politiche di investimento green andando verso lo sviluppo sostenibile, disinvestendo dai combustibili fossili, a partire del carbone, per diventare un leader mondiale che investe in un futuro pulito alimentato al 100% da energia rinnovabile.

 

Scarica qui il comunicato stampa

 

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