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Porto Tolle: La fine del carbone. Ora il via a un futuro rinnovabile

Luca Rigato 

Luca Rigato

Il giorno dopo il summit sul Clima di New York, le associazioni ambientaliste WWF e Legambiente accolgono con soddisfazione la rinuncia di Enel al progetto di riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, sul delta del Po.

 

Un investimento di 2,5 miliardi di euro non verrà più realizzato. Un costo che Enel non si sente di affrontare in un momento in cui il mercato energetico non premia la produzione di energia elettrica dalla combustione del più inquinante tra i combustibili fossili: il carbone.

 

Gli stessi impianti a carbone accusano il colpo della overcapacity italiana, ovvero una potenza impiantistica enormemente superiore alle necessità energetiche del Paese. A ciò si somma il confermato calo dei consumi energetici che di fatto disincentiva la realizzazione di nuovi impianti o la riconversione dei vecchi.

 

Ora le associazioni ambientaliste, chiedono che l’investimento destinato al carbone sia reindirizzato verso le fonti energetiche del futuro. In tal senso, progetti di rinnovabili e di efficienza energetica nell’area dell’ex centrale sarebbero perfettamente in grado di riassorbire i lavoratori della ex centrale a olio combustibile e di assicurare nuova occupazione.


Scarica qui il comunicato stampa

 

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