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Uno studio del WWF Grecia conferma l’insostenibilità economica del carbone

 

La centrale di Megalopolis, Grecia

Un nuovo studio del WWF Grecia conferma l’insostenibilità economica delle centrali a carbone, in particolare di quelle alimentate a lignite. In un contesto, simile a quello italiano, di sovracapacità produttiva, forte crescita delle fonti rinnovabili e politiche di gestione della domanda energetica, l’unico modo per mantenere economicamente vantaggiose le centrali a carbone è quello di garantire forti sussidi statali come esenzioni fiscali e tariffe che favoriscano le fonti fossili rispetto alle altre.

Investimenti in queste centrali quindi non hanno giustificazioni economiche di medio-lungo termine e rischiano di tenere il paese ellenico bloccato a un sistema energetico letteralmente fossilizzato sul carbone. E, viste le limitate risorse economiche, non è il caso di spenderle in scelte energetiche vecchie e poco lungimiranti. Meglio sarebbe investire in progetti di efficienza energetica, di miglioramento della rete elettrica verso le smart grid e sistemi di accumulo di energia. Questi investimenti sarebbero in grado di sia migliorare la compatibilità ambientale del sistema energetico greco, sia di contribuire a mettere in sicurezza l’approvvigionamento energetico del paese.

Il discorso è ancor più valido se consideriamo che la Grecia, paese che sta vivendo un momento particolarmente difficile, potrebbe sfruttare la green economy per costruire un nuovo sistema economico più saggio, fatto di misure in grado di garantire una sostenibilità di lungo termine sia dal punto di vista ambientale che economico-sociale.

Il riassunto dello studio del WWF Grecia (inglese)

 

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